Per la stragrande maggioranza dei veicoli la revisione si fa dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni (4+2+2) entro il mese in cui il veicolo è stato immatricolato la prima volta (per la prima revisione) oppure entro il mese in cui è stato revisionato l'ultima volta (per le revisioni successive).

Facciamo due esempi:

  1. Veicolo immatricolato il 18 giugno 2013. Deve essere sottoposto a revisione entro il 30 giugno 2017;
  2. Veicolo revisionato l'ultima volta il 5 marzo 2015. Deve essere sottoposto a revisione entro il 31 marzo 2017.

Revisione Annuale

Esistono dei casi in cui la revisione è annuale. Si tratta di una parte minoritaria del parco veicoli nazionale, nella fattispecie i veicoli presenti all'articolo 1 comma 1 DM 06 agosto 1998 n. 408 ovvero:

  1. autoveicoli isolati destinati al trasporto di persone e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore ad otto;
  2. autoveicoli isolati destinati al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3.500 kg;
  3. rimorchi e semirimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3.500 kg;
  4. autoveicoli e motoveicoli in servizio di piazza o di noleggio con conducente, autoambulanze.

Facciamo un esempio:

Veicolo immatricolato o revisionato l'ultima volta il 14 gennaio 2016. Deve essere sottoposto a revisione entro il 31 gennaio 2017.

Per ulteriori informazioni visita la sezione del sito CALENDARIO REVISIONI.

È un prezzo ministeriale di € 66,88.

Per maggiori informazioni visita la sezione del sito IL COSTO DELLA REVISIONE.

Nel caso in cui venisse accertata la circolazione di un veicolo con la revisione scaduta il regime sanzionatorio pecuniario è il seguente:

  • sanzione amministrativa che va da € 169,00 a € 679,00;
  • Sanzione raddoppiata per doppia omessa revisione (per esempio un veicolo che viene fermato con la revisione scaduta da 25 mensilità);
  • se venisse accertata la circolazione con lo stato "sospeso" , la sanzione amministrativa va da € 1957,00 a € 7953,00;
  • per avere presentato agli organi competenti una falsa dichiarazione di revisione la sanzione amministrativa va da € 419,00 a € 1682,00.

Si ricorda inoltre che in alcuni casi c'è il sequestro della carta di circolazione (per esempio se si viene fermati con la revisione scaduta in autostrada) oppure il fermo amministrativo del veicolo (ad esempio se viene accertata la circolazione con lo stato "sospeso").

Oltre a ciò, in caso di sinistro stradale di un veicolo con la revisione scaduta (ma anche in presenza di difetti riguardanti la sicurezza del veicolo stesso o modifiche strutturali non ammesse o non certificate) , la compagnia assicurativa potrebbe appellarsi al diritto di rivalsa.

NO !

Secondo la sentenza della cassazione sezione II, 4 agosto 2016, n°16310 la circolazione con targa prova viene consentita solo ed esclusivamente in deroga agli art. 78, 93, 110 e 114 del codice della strada ma non in deroga all’art. 80 del codice della strada che vieta la circolazione con veicoli che non siano stati sottoposti a prescritta revisione.

Si riporta la sentenza:

 

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SENTENZA CORTE CASSAZIONE
4 agosto 2016, n. 16310
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SECONDA SEZIONE CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Presidente:
Ettore BUCCIANTE
Consigliere:
- Rel. Consigliere:
Antonello COSENTINO
ha pronunciato la seguente

Sentenza

Svolgimento del processo
Il P. R. proponeva opposizione davanti al Giudice di Pace di Pianella al verbale 15.9.05 con il quale i
carabinieri di Cepagatti gli avevano contestato la contravvenzione di cui all'art. 80, comma 14, c.d.s. perché
circolava con un autocarro con targa di prova non presentato alla prescritta revisione. L'opposizione veniva
rigettata tanto dal giudice di pace quanto dal tribunale dell'Aquila, adito con l'appello del sig. P. R..
Secondo il tribunale l'apposizione della targa di prova non consentiva la circolazione con veicolo non
sottoposto a revisione.
Avverso la sentenza del tribunale il sig. P. R. proponeva ricorso per cassazione, deducendo, quale unico
motivo, la violazione o falsa applicazione degli artt. 80 e 98 c.d.s., in relazione al d.P.R. n. 474 del 2001, con
riferimento all'art. 360 c.p.c., n. 3. Ad avviso del ricorrente - che, a supporto del proprio assunto, produce un
conforme parere del 15.3.06 della Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero dei Trasporti e
delle Infrastrutture - la ratio della disposizione che autorizza gli esercenti di officine di riparazione a circolare
con veicoli muniti di targhe di prova per sottoporli a prove tecniche (da individuare nella necessità di
permettere all'autoriparatore di verificare l'entità dei malfunzionamenti e l'efficienza degli interventi effettuati)
imporrebbe di riconoscere a tali soggetti la possibilità di circolare in prova anche con veicoli con revisione
scaduta.
L'intimato Ministero non notificava controricorso ma si costituiva in funzione dell'eventuale partecipazione
alla discussione orale.
All'esito del deposito della relazione di cui all'art. 380 bis c.p.c. la causa veniva discussa nella camera di
consiglio del 4.10.13, per la quale il ricorrente depositava memoria illustrativa ed al cui esito il Collegio -
ritenuta l'insussistenza delle condizioni di evidenza decisoria fissate dall'articolo 375, n. 5, c.p.c. per la
definizione della causa in sede camerale - rinviava la stessa alla pubblica udienza.
Il ricorso è stato discusso alla pubblica udienza del 6.4.16, per la quale non sono state depositate memorie
illustrative ex art. 378 c.p.c. ed alla quale il Procuratore Generale ha concluso come in epigrafe.
Motivi della decisione
Il motivo di ricorso non può trovare accoglimento.
L'assunto del ricorrente secondo cui la disciplina della circolazione con targa di prova conterrebbe una
deroga al disposto dell'articolo 80 c.d.s., comma 14, che sanziona "chiunque circola con un veicolo che non
sia stato presentato alla prescritta revisione", non ha fondamento né letterale né teleologico.
Al riguardo è sufficiente rilevare che l'articolo 1 del d.P.R. n. 474/01 solleva i soggetti appartenenti alle
categorie tassativamente elencate nelle lettere a, b), c) e d) del primo comma, purché espressamente
autorizzati alla circolazione di prova, dall'obbligo di munire della carta di circolazione i veicoli che circolano
su strada per ragioni tassativamente elencate nella prima parte del primo comma (esigenze connesse con
prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di
allestimento).
La disposizione in esame, dunque, prevede che la circolazione in prova possaavvenire, per le specifiche
finalità sopra menzionate e ad opera dei soggetti rientranti nelle suddette categorie, individualmente
autorizzati:
- con veicoli non ancora immatricolati e, pertanto, privi di carta di circolazione; ciò in deroga al disposto degli
articoli 93, 110 e 114 c.d.s.;
- con veicoli sui quali siano stati applicati sistemi o dispositivi di equipaggiamento che rendano necessario
l'aggiornamento della carta di circolazione ai sensi dell'articolo 236 reg. att. c.d.s.; ciò in deroga al disposto
dell'articolo 78 c.d.s.; quest'ultima deroga, non formulata espressamente nel testo dell'articolo 1 del d.P.R. n.
474/01, risulta implicita nella previsione della lettera c) del primo comma di tale articolo, la quale inserisce
nell'elenco delle categorie di soggetti che possono essere autorizzati alla circolazione in prova "le fabbriche
costruttrici di sistemi o dispositivi di equipaggiamento di veicoli a motore e di rimorchi, qualora l'applicazione
di tali sistemi o dispositivi costituisca motivo di aggiornamento della carta di circolazione ai sensi dell'articolo
236 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, i loro
rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita, i commercianti autorizzati di veicoli allestiti
con tali sistemi o dispositivi di equipaggiamento".
L'esegesi dell'articolo 1. d.P.R. n. 474/01 consente dunque di concludere che la circolazione in prova può
avvenire in deroga al disposto degli articoli 78, 93, 110 e 114 c.d.s.; non in deroga al disposto dell'articolo 80
c.d.s., il quale vieta la circolazione con veicoli che non siano stati presentati alla prescritta revisione. Il
ripetuto articolo 1 d.P.R. n. 474/01, in sostanza, non contiene alcun riferimento a ipotetiche esenzioni al
divieto di circolare con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione.
Sotto il profilo teleologico, è poi sufficiente rilevare che la ratio della disposizione che autorizza (anche) gli
esercenti di officine di riparazione a circolare con veicoli muniti di targhe di prova per sottoporli a prove
tecniche va individuata nella necessità di permettere all'autoriparatore di eseguire prove su strada, onde
verificare l'entità dei malfunzionamenti su cui gli sia stato richiesto di intervenire e l'efficienza degli interventi
da lui effettuati.
Tale ratio legis non tocca il tema della revisione periodica obbligatoria, perché anche un veicolo
regolarmente revisionato può presentare malfunzionamenti la cui riparazione richieda l'effettuazione di prove
tecniche su strada, e, per converso, una volta che un veicolo sia stato portato alla revisione, l'eventuale
circolazione che il riparatore debba effettuare con tale veicolo per svolgere le prescritte verifiche, o per
controllare l'efficacia degli interventi manutentivi effettuati, risulterà non in contrasto con il disposto
dell'articolo 80 c.d.s. appunto perché effettuata con un veicolo "presentato alla prescritta revisione". In
definitiva l'assunto che identifica la possibilità di circolare con un veicolo non munito di carta di circolazione
con la possibilità di circolare con un veicolo non sottoposto alle prescritte revisioni, ancorché fatto proprio
dalla Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture in un parere
reso nel 2006, non può essere condiviso, palesandosi sfornito di base normativa.
Il ricorso va quindi in definitiva rigettato.
Non vi è luogo a regolazione delle spese del giudizio di cassazione, non avendo la difesa
dell'Amministrazione svolto attività difensiva in questa sede.
Le spese seguono la soccombenza.
Per questi motivi
La corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 6 aprile 2016.
Il Presidente: BUCCIANTE
Il Consigliere estensore: COSENTINO
Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2016.

I rimorchi (categoria O) possono essere sottoposti a revisione solo presso una sede della Motorizzazione Civile. Per quanto riguarda la cadenza della revisione essa varia a seconda della massa ammissibile a pieno carico:

  • massa ammissibile a pieno carico superiore a 3.500 kg (categoria O3 e O4) la revisione è annuale a partire dal primo anno di immatricolazione;
  • massa ammissibile a pieno carico fino a 3.500 kg (categora O1 e O2) la revisione viene disposta con apposito decreto quindi per sapere se il proprio rimorchio di categora O1 o O2 deve fare la revisione bisogna rivolgersi presso una sede della Motorizzazione Civile. 

Discorso a parte per i carrelli appendice.

Il carrello appendice è considerato come parte integrante del veicolo. Ad ogni veicolo può essere associato più di un carrello appendice ma ad ogni carrello appendice non può essere associato a più di un veicolo.

Ovviamente non è obbligatorio circolare assieme al proprio carrello appendice ma essendo considerato parte integrante del veicolo, esso non possiede una targa propria e una carta di circolazione propria (al contrario dei rimorchi) e le sue caratteristiche (numero di telaio, misure pneumatici ecc ..) sono riportate sulla carta di circolazione del veicolo ad esso associato.

Quando a revisione viene portato un veicolo sulla cui carta di circolazione risulta la presenza di un carrello appendice, OBBLIGATORIAMENTE bisogna presentare a revisione anche il carrello in questione. Se il carrello appendice è più di uno, bisogna OBBLIGATORIAMENTE presentare tutti i carrelli appendice riportati sulla carta di circolazione.

In caso di furto, demolizione ecc ...  bisogna segnalare il tutto presso le sedi opportune.

Se sul proprio veicolo è presente un impianto di alimentazione GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) bisogna tenere in considerazione alcuni fattori:

  1. la presenza dell'impianto GPL deve essere riportata sulla carta di circolazione;
  2. il serbatoio ha scadenza decennale a decorrere da:
    1. la data del collaudo se questo è stato effettuato dopo l'immatricolazione del veicolo;
    2. la data di prima immatricolazione se il collaudo è avvenuto prima o contemporaneamente l'immatricolazione del veicolo.
  3. se l'impianto GPL per qualsiasi ragione venisse eliminato, il veicolo deve essere sottoposto a visita e prova presso la sede della Motorizzazione Civile della provincia del professionista che ha eseguito la lavorazione per aggiornare la carta di circolazione dell'avvenuta eliminazione.
  4. Nel caso in cui si volesse eliminare un impianto presente fin dall'origine (quindi facente parte del progetto costruttivo del veicolo ed omologato assieme ad esso) consigliamo prima di informarsi presso una sede della motorizzazione civile e/o presso un installatore professionista.

Alla sua scadenza il serbatoio dovrà essere sostituito e il veicolo dovrà essere sottoposto nuovamente a visita e prova presso la sede della Motorizzazione Civile della provincia in cui opera l'installatore che ha eseguito l'installazione. In caso di esito positivo la carta di circolazione verrà aggiornata con in dati del nuovo serbatoio (numero di serie e litri) e la data del collaudo.

Se sul proprio veicolo è presente un impianto di alimentazione a Metano (CNG) bisogna tenere in considerazione alcuni fattori:

  1. la presenza dell'impianto a Metano deve essere riportata sulla carta di circolazione;
  2. le bombole hanno una scadenza molto lunga ma devono essere smontate e controllate presso determinate sedi e successivamente rimontate sul veicolo ogni quattro o cinque anni;
  3. se l'impianto a Metano per qualsiasi ragione venisse eliminato il veicolo deve essere sottoposto a visita e prova presso la sede della Motorizzazione Civile della provincia del professionista che ha eseguito la lavorazione per poter  aggiornare la carta di circolazione dell'avvenuta eliminazione.
  4. Nel caso in cui si volesse eliminare un impianto presente fin dall'origine (quindi facente parte del progetto costruttivo del veicolo ed omologato assieme ad esso) consigliamo prima di informarsi presso una sede della motorizzazione civile e/o presso un installatore professionista.

Le bombole per gli impianti ad alimentazione a Metano devono essere sottoposte a visite periodiche in base al regolamento cui fanno riferimento:

  1. per le bombole rispondenti alla normativa nazionale (poco frequenti) ogni 5 anni (60 mesi);
  2. per le bombole rispondenti al regolamento ECE/ONU n. 110 di tipo CNG1, CNG2 e CNG3 ogni 4 anni (48 mesi);
  3. per le bombole rispondenti al regolamento ECE/ONU n. 110 di tipo CNG4 la prima visita periodica è dopo 4 anni dall'immatricolazione, le successive ogni 2 anni (24 mesi).

Una volta che la bombola viene rimossa dal veicolo viene controllata da personale autorizzato e successivamente rimontata sul veicolo. Il veicolo non deve essere nuovamente sottoposto a visita e prova presso la sede UMC. Viene rilasciata l'apposita targhetta ENI-GFBN che deve essere sempre presente sul veicolo (solitamente viene collocata nel vano motore) sulla quale sono presenti i dati identificativi del veicolo e la scadenza della bombola (o delle bombole). 

 

esempio di targhetta ENI-GFBN